05.03.2016

La società civile condanna l’assassinio di Berta Cáceres

Berta Cáceres, leader indigena Lenca e coordinatrice del Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas de Honduras (COPINH), è stata assassinata il 3 marzo nella sua abitazione a La Esperanza, Intibucá, Honduras. Nell’esprimere le più profonda condoglianze e solidarietà a chi le era più vicino, la società civile esorta le autorità honduregne affinché impieghino tutte le risorse necessarie per ricercare, processare e punire i responsabili, oltre ad attuare le dovute misure riparatorie, compreso un degno riconoscimento pubblico della memoria di Berta. La comunità internazionale deve altresì “adottare tutte le misure necessarie per assicurare che lo Stato honduregno rispetti i suoi obblighi in tema di Diritti Umani”.

Berta Cáceres è vissuta difendendo i diritti territoriali e culturali delle popolazioni indigene, dei Garífunas e dei contadini. Era riconosciuta a livello nazionale e internazionale per la sua attività in difesa dei Diritti Umani, particolarmente dei diritti delle donne e dei popoli indigeni. Nel 2015 aveva ricevuto il Premio Goldman per la sua lotta in difesa del territorio, dei beni naturali e della Madre Terra.

Negli ultimi anni, Berta è stata vittima di molestie, persecuzioni, intimidazioni, stigmatizzazione e criminalizzazione, da parte di attori statali e non, a causa della sua attività di difesa dei Diritti Umani in un contesto in cui le comunità indigene si oppongono allo sfruttamento idroelettrico ed estrattivo imposto nei loro territori senza un previo consenso libero e informato.

Per leggere il comunicato completo (in inglese e spagnolo) visita la pagina di PBI Honduras www.pbi-honduras.org
link diretto www.pbi-honduras.org/fileadmin/user_files/projects/honduras/files/2016-03-04_Comunicado_Asesinato__Berta_C%C3%A1ceres_20ESP_FINAL-3.pdf 

 

 

Testimonianze

“PBI ci ha accompagnato… per più di cinque anni, facendo visita a carceri, posti di blocco militari e della polizia, sindacati, tribunali e lezioni universitarie. Ci ha accompagnato in diverse regioni, viaggiando in autobus, in nave, in elicottero, a cavallo o a piedi. Ci accompagnano all’aeroporto quando arriviamo o lasciamo il Paese, rimanendo assieme a noi per periodi di tempo che in certi casi superano le 18 ore al giorno, sette giorni su sette. E anche quando non sono con noi,  sono impegnati in attività diplomatiche legate a lobby presenti nell’Unione Europea e negli Stati Uniti….Posso sicuramente affermare che continueremo a sostenere il lavoro di PBI per tutta la vita.”
Luis Pérez Casas, del Collettivo di avvocati “José Alvear Restrepo”, Colombia, un’organizzazione soggetta a costanti minacce

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